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Feltri, Minzo, Bonaiuti
Giulianone tra i più arguti,
hanno tutti un cervellone!
(Tutti, tranne Capezzone)
“Feltri, tu che sei gaglioffo
dài, sistemami quel Boffo!
Giulianone ti offro un pranzo
se sputtani quel D’Avanzo!”
“Normalmente la giustizia
mi procura l’itterizia,
ma stavolta – niente male –
mi rivolgo al Tribunale”
Dritto, magro, allampanato
ecco arriva l’avvocato.
Il suo nome ognun lo sa:
Eia Eia Mavalà
Dice: “Posso esser d’aiuto?”,
quello scheletro occhialuto.
“Attacchiamo i magistrati?
Parrucconi! Minorati!”
Ma lo ferma il presidente:
“Questa volta è differente.
Mi hanno messo sotto scacco?
E io passo al contrattacco”
Ore e ore di riunione
a cercar la soluzione:
tutti i modi e le maniere
per salvare il puttaniere
“Dopotutto che ho commesso?
Qualche cena e un po’ di sesso!
Tanto i conti dei festini
li pagava Tarantini!”
“Ho mentito alla nazione?
perché tanta indignazione?
Ho intrepreso quel cammino
già dai tempi di Bettino!”
Lì, davanti ai suoi amici
pensa ai tempi suoi felici,
mentre ora – paradosso! –
stanno tutti a dargli addosso
Quante storie per Noemi!
Ma ci prendono per scemi?
Se nessuno ha fatto strali,
per le leggi personali!
La Gaparri, il Lodo Alfano
Tutti colpi da caimano!
E il Pd, per tradizione,
non ha fatto opposizione.
Poveretto, è proprio affranto,
nella voce mostra il pianto.
Non sconfitto dalle lotte:
ma da tre o quattro mignotte
Com’è triste quel marpione!
Quanta commiserazione.
Lo interrompe Mavalà:
presidente, senta qua!
Gran trovata da avvocato,
senta cosa ho elaborato
Frugano nelle mutande?
Quereliamo le domande!
Che incredibile trovata,
presto!, la carta bollata!
La Repubblica vedrà
un milione ci darà
Mentre scrivon la querela
un sorriso già trapela,
ma a metà di una frasetta
fa irruzione Gianni Letta:
“Disgraziato, deficiente!
Se lo prendo, quel fetente!”
Preocupato Silvio fa:
“Calma, Letta, ma cos’ha!”
“Molti giorni ho lavorato
per avere il risultato.
Una piena assoluzione
per il tuo testosterone”
“Ma quel Feltri maledetto,
quello è un pessimo soggetto!
Oggi ha reso tutti vani
i miei sforzi vaticani!”
“Volgarmente, quale ardire
Ha attaccato l’Avvenire
L’idulgenza, vuoi vedere,
te la infili nel sedere!”
Silvio è triste e disperato
Pensa al grande elettorato:
il cattolico castiga
soprattutto per la figa!
Deficienti, ne ho abbastanza!
Guarda intorno nella stanza.
Ma tra grida, insulti e lutti
Se ne sono andati tutti
Resta solo, si deprime,
è la fine del regime.
Resta questa filastrocca
e la passione per la gnocca
Poi c’è pure una morale
pei lettori del giornale:
che soddisfazione magra,
Dongo è colpa del viagra
a Jorge Luis Borges
Se rinascessi un'altra volta
non cercherei la ragione lì in fondo
dove il blu e l'azzurro s'incontrano.
Se rinascessi un'altra volta
sarei meno serio,
giocherei di più sarei meno buono
andrei di più in giro cercherei di fare più errori
e di essere più imperfetto
aspetterei di meno e oserei di più
imparerei a danzare
e renderei libera la mia voce
darei più valore all'amicizia e all'amore
consacrerei di meno e userei di più…
Mio caro Jorge,
se rinascessi di nuovo
sarebbe sicuramente un'altra vita
e non so se rammenterei questi versi.
Non ho ottantacinque anni
e non ho alcun motivo di credere
che sto morendo.
E allora,
credo che per rispettare il mio programma
se rinascessi di nuovo
devo cominciare da ora
questa nuova splendida esperienza.

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
Amo quelle madonne consumate,
le creature perse in un esilio,
talvolta a un agolo di strada
mi rattrappisce un'ombra sconosciuta.
Salve, le dico, sorella mia nel gelo!
E vado, e vado
con un tremore antico nella penna,
con un singhiozzo stretto nella mano
e so che un brivido di neve
mi bacerà la fronte.
